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Del pari, un adeguato lavorìo mentale consolida le possibilità di arricchimento. La pigrizia danneggia la salute e la tasca. I miei due padri adottavano atteggiamenti mentali contrapposti. Uno riteneva che i ricchi dovessero pagare più tasse affinché anche i meno fortunati avessero una buona assistenza sanitaria. L’altro ringhiava: «Le tasse puniscono chi produce e premiano chi non produce». Un padre si raccomandava: «Studia molto, così troverai una buona azienda che vorrà assumerti». L’altro padre mi diceva: «Studia sodo, così potrai trovare un’ottima azienda da comprare». Uno dichiarava: «Non sono ricco perché ho voi sulle spalle, figli miei», l’altro affermava: «Il motivo per cui devo essere ricco siete voi, cari figliuoli». Il primo escludeva l’argomento del denaro e degli affari dalle discussioni serali attorno alla tavola, mentre mangiavamo, il secondo invece le incoraggiava. Uno diceva: «Quando si tratta di soldi, fate attenzione, non rischiate»; l’altro proclamava: «Imparate a gestire il rischio». Uno credeva fermamente che «la casa in cui viviamo è il nostro più grande investimento, il bene maggiore di cui disponiamo»; il secondo diceva: «La mia casa è un passivo; se la vostra casa è l’investimento maggiore che avete fatto, siete in un mare di guai». Tutti e due pagavano tasse e bollette entro la scadenza, però uno le saldava come prima cosa, l’altro come ultima cosa. Uno credeva che un’azienda, o lo Stato, si sarebbero presi cura di noi e dei nostri bisogni. Si interessava sempre agli aumenti di paga, ai piani pensionistici, agli accantonamenti per l’assistenza sanitaria, alle indennità per malattia, ai giorni di ferie e alle altre gratifiche accessorie. Era impressionato da due suoi zii che si erano arruolati nell’esercito e avevano potuto andare in pensione, con il pacchetto completo di diritti per tutta la vita, dopo appena vent’anni di servizio. Gli piaceva l’idea dell’assistenza sanitaria e dei privilegi dello spaccio militare che l’esercito estendeva ai suoi pensionati. Inoltre, apprezzava gli incarichi di ruolo del sistema universitario. A volte, l’idea dei benefici professionali e della protezione lavorativa per tutta l’esistenza sembrava più importante dell’occupazione in sé. Spesso mi diceva: «Ho lavorato duro per lo Stato e ho diritto a tutti questi privilegi». L’altro credeva nella totale autonomia finanziaria. Inveiva contro la mentalità dei “diritti”, specie perché essa stava creando individui deboli ed economicamente bisognosi. La sua simpatia era per la competenza finanziaria. Un padre faticava a risparmiare qualche dollaro al mese, l’altro creava investimenti. Uno mi insegnava a scrivere un curriculum vite con tutti i crismi di modo che potessi trovare un buon lavoro. L’altro mi insegnava a redigere piani finanziari e commerciali così da creare nuovi posti di lavoro. Essendo il prodotto di due forti mentalità paterne, ho avuto l’onore di osservare le conseguenze che produce sulla vita un modo di pensare tanto divergente. In realtà, le persone si creano un’esistenza che corrisponde a come la immaginano.